Prove storiche a sostegno della risurrezione di Gesù
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Certezza storica dell'esistenza di Gesù di Nazareth
Le prove della morte di Gesù sulla croce e della sua risurrezione sono schiaccianti.
Lo storico romano Tacito nei suoi Annali, lo storico ebreo Flavio Giuseppe nelle sue Antichità giudaiche e l'autore greco pagano Luciano di Samosata nel suo Il passaggio di Pellegrino forniscono la certezza storica dell'esistenza e dell'esecuzione di Gesù di Nazareth.
Persino i nemici di Gesù ammisero che la sua tomba era vuota. L'apostolo Paolo dava la caccia e uccideva i cristiani, ma dopo aver visto Gesù si convertì al cristianesimo.
Per duemila anni, le vite delle persone sono cambiate in meglio quando si sono prese il tempo di scoprire che Gesù è realmente esistito.
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Coraggio e trasformazione dei testimoni oculari
La prova più grande della risurrezione di Gesù è che i discepoli, prima di nascondersi per paura ed essere scoraggiati, arrivarono a proclamare con coraggio la risurrezione di Gesù.
In nessun altro contesto storico troviamo dodici persone che attestano la veridicità di un evento, persino in prigione, torturate e di fronte alla morte. I discepoli Pietro, Andrea, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Taddeo, Simone lo Zelota, Giacomo figlio di Zebedeo, Giacomo figlio di Alfeo e Mattia proclamarono la risurrezione di Gesù. I discepoli condussero vite esemplari per aiutare le persone a conoscere la risurrezione di Gesù. Questo è un altro motivo per cui gli storici concordano sul fatto che i discepoli credessero sinceramente nella risurrezione di Gesù.
Tutti i discepoli furono uccisi per la loro fede, ad eccezione di Giovanni, che morì di vecchiaia. A mio avviso, facendo morire Giovanni di cause naturali, Dio ci ha ricordato che è Lui a decidere il momento della nostra morte.
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Racconti della Sacra Bibbia - 1 Corinzi 15
L'apostolo Paolo ricevette un credo scritto entro pochi mesi o tre anni dalla risurrezione di Gesù. Questo credo è condiviso da Paolo in 1 Corinzi 15:3-8, dove spiega la morte, la sepoltura e le successive apparizioni di Gesù ai testimoni oculari.
«Vi ho trasmesso, prima di tutto, quello che anch'io ho ricevuto: che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu sepolto e che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi agli undici; e infine apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta, dei quali molti sono ancora in vita, mentre altri sono morti; poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come a un aborto».
1 Corinzi 15:3-8
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Diverse persone e gruppi di persone parlarono con Gesù dopo la sua morte.
Cinque fonti indipendenti, Matteo, Marco, Luca, Giovanni e Paolo, descrivono le molteplici apparizioni di Gesù dopo la sua morte. Paolo ricordò che molti dei testimoni oculari della risurrezione erano ancora in vita durante la sua esistenza.
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Il principio di Gamaliele e la sopravvivenza globale del cristianesimo
Un fariseo ebreo di nome Gamaliele sosteneva che se la sequela di Cristo fosse stata di origine umana, sarebbe fallita, mentre se fosse stata di origine divina, non avrebbe potuto essere fermata.
A sostegno della risurrezione di Gesù c'è il fatto che le forze della morte e del male non sono riuscite a distruggere la Sua Chiesa. In Matteo 16:18 Gesù dichiarò: "E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa".
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Molti dettagli supportano la risurrezione di Gesù, tra cui le testimonianze oculari delle donne.
Oggi, il fatto che le donne siano testimoni principali non ha nulla di speciale. Duemila anni fa, invece, la presenza di donne come testimoni fondamentali di un importante evento storico era estremamente insolita.
Il motivo risiede nel fatto che nei sistemi giuridici ebraico e greco-romano del primo secolo la testimonianza delle donne non era generalmente accettata come prova valida davanti a un tribunale.
Se una persona o un gruppo avesse inventato una storia falsa per ingannare la gente, gli scrittori del primo secolo avrebbero probabilmente identificato degli uomini come i principali testimoni della tomba vuota. Il fatto che quattro evangelisti riportino la presenza di donne presso la tomba vuota è un dettaglio che avvalora la tesi che l'evento storico sia stato effettivamente registrato.
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La migliore spiegazione storica è quella fornita dai discepoli
Le teorie naturalistiche e le affermazioni secondo cui Gesù non sarebbe mai morto non trovano riscontro nei fatti.
Tali affermazioni infondate trascurano il fatto che Gesù aveva potere sulla morte. Numerose persone furono testimoni del fatto che Gesù riportò alla vita terrena la figlia dodicenne di Giairo, il figlio della vedova di Nain, Lazzaro e altri defunti. La verità è che Gesù poteva richiamare una persona alla vita mortale ed era in grado di risuscitare se stesso a vita immortale.
Le tesi secondo cui Gesù non sarebbe mai morto si rivelano prive di fondamento per diverse ragioni; tra queste, il fatto che i soldati romani fossero esperti carnefici e avessero confermato l'avvenuta morte di Gesù. Inoltre, le autorità romane ed ebraiche accusarono i discepoli di aver trafugato il corpo senza vita di Gesù. Questo aspetto è noto come "criterio dell'imbarazzo" (o dell'attestazione contraria agli interessi di chi la riporta). Anche i nemici di Gesù confermarono l'esistenza della tomba vuota in scritti ebraici come il *Toledot Yeshu*. Il *Toledot Yeshu* fu redatto in aramaico tra il IV e il V secolo; pur riconoscendo che Gesù compì atti soprannaturali, l'opera ignora le centinaia di profezie dell'Antico Testamento che annunciavano la vita, la morte e la risurrezione di Gesù (ad esempio: Salmo 34:20, "nessuno dei suoi ossi sarà spezzato"; Isaia 53:9, "dirà la verità, morirà tra i malfattori e sarà sepolto nella tomba di un ricco"; Salmo 16:10, "non conoscerà la corruzione e sarà risuscitato dai morti").
Accusando i discepoli, le autorità romane misero in luce un'altra tesi infondata. L'ipotesi che le guardie si fossero addormentate implica che non avrebbero potuto vedere uno o più discepoli portare via il corpo di Gesù. La teoria del trafugamento del corpo manca di credibilità storica per svariati motivi. Le guardie romane non effettuavano turni lunghi ed erano soggette a frequenti cambi durante la notte; è dunque inverosimile che un intero drappello di guardie romane si addormentasse, dato che tale negligenza costituiva un reato capitale. La punizione prevista per una sentinella che si addormentava durante un incarico importante era la condanna a morte, spesso eseguita dai commilitoni stessi.
Gesù è realmente tornato in vita dopo la morte. Gesù ha vinto il peccato e la morte. Ora Gesù offre la vita eterna a tutti coloro che credono. La risurrezione è reale e Gesù è il Risorto! Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Giovanni 14:6
Il segno lasciato da Gesù, la Sindone di Torino.
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